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Conoscere il lavoro di Beatrice Beebe
 
Il 2 ed il 3 maggio 2019 si sono tenute presso il Kantor Centre of Excelence di Londra due conferenze incentrate sui risultati delle ricerche di Beatrice Beebe sulle comunicazioni madre-bambino nei primi mesi di vita e sulle applicazioni delle conoscenze acquisite nella psicoterapia madre-bambino e nelle psicoterapie degli adulti.
“Bisogna imparare a guardare”, dice Beatrice Beebe che ha condotto le due giornate di studio con la modalità apparentemente semplice di chi è profondamente padrone di ciò di cui parla e delle conoscenze che ha acquisito. Il suo interesse per la comprensione del ruolo (fino agli anni 60/70 del secolo scorso considerato meramente ricettivo) che il bimbo molto piccolo ha nelle prime relazioni con la madre nacque quando, ancora molto giovane e influenzata dalle ricerche di Tronick e di Stern, decise approfondire il come si sviluppa la comunicazione nello stadio precoce pre-verbale fra un bimbo e la sua mamma/caregiver. Figlia di una psicologa e di un ricercatore, porta in sé la rigorosità della ricerca e l’interesse per lo sviluppo psico-emotivo e relazionale e per l’instaurarsi delle relazioni di attaccamento. Uno degli interrogativi a cui ha voluto dare una risposta attraverso i suoi studi di ricerca è stato: il tipo di interazioni madre/bimbo molto piccolo, studiate e codificate con la tecnica della microanalisi può essere predittiva del tipo di attaccamento che verrà sviluppato successivamente dal bambino? La risposta è sì: le interazioni fra un bimbo e 4 mesi e la sua mamma sono predittive del futuro stile di attaccamento che si instaurerà e la lettura del testo qui linkato sarà a questo proposito molto interessante e stimolante.
Come rispondere alla domanda rivolta da Beatrice Beebe a tutti i partecipanti al termine di queste due giornate piene di stimoli “Che cosa racconterete di queste due giornate?” ?
Il vedere nei filmati i volti, i movimenti, le espressioni del viso (presentati artificiosamente in parallelo) secondo dopo secondo di madri e bimbi di 4 mesi che interagivano senza uso di giocattoli semplicemente per stare insieme, ha aperto un mondo dove i tentativi delle madri e dei bambini di collegarsi e trovare una sintonia si svelava pienamente davanti ai nostri occhi e ci mostrava sia entusiasmanti successi che desolanti fallimenti. La microanalisi delle sequenze interattive e la possibilità di vedere contemporaneamente sia il bimbo che la madre che nella realtà interagivano l’uno di fronte all’altra ha messo in primo piano il forte desiderio di contatto da parte di entrambi i partners e l’influenza reciproca fatta di tentativi di ingaggio, ritiri, riprese, attese con esiti diversi – dall’impossibilità di trovarsi espressa da espressioni tristi, chiuse o scollegate, alla sintonia nelle espressioni e nei movimenti fino al raggiungimento finale di un collegamento espresso in un sorriso aperto, pieno e simultaneo. Le sequenze secondo per secondo hanno evidenziato scambi reciproci e sincronici di espressioni, sguardi, movimenti di avvicinamento/allontanamento, contatti fisici in una “danza” emozionante e coinvolgente.
I commenti e la “radiocronaca” di Beatrice Beebe che dava un senso alle espressioni dei visi e dei movimenti della coppia ritratta nella copertina del libro linkato (che contiene un CD di queste interazioni) secondo dopo secondo con i suoi
”ciao mamma sono qui” …”certo ci sei va tutto bene”” …sono incerto, non saprei…” ”si ma io sono qui…” sì ma io sono incerto …ancora non lo so…” “…. eh si hai ragione ma va bene… “ ”…. davvero? non sono convinto…” “…Si, certo va bene…” …Ok sì va bene” ….
a commento dell’aperto e pieno sorriso simultaneo da parte entrambi ha aperto la possibilità di una osservazione degli scambi fra mamme e bambini in età pre-verbale più attenta, precisa e consapevole, soprattutto grazie al sapere dove, che cosa e come guardare.
La domanda cui i terapeuti e gli allievi della nostra scuola di psicoterapia psicoanalitica impegnati nell’attività didattica di Baby Observation cercano di rispondere è: in che modo la mamma riesce a cogliere lo stato del bambino, riesce a collegarsi con lui, riesce a rispettare i suoi tempi aiutandolo nei suoi adattamenti psicofisici? Dagli studi di Brazelton abbiamo una precisa descrizione dei vari aspetti delle interazioni precoci, ma i filmati di Beatrice Beebe ampliano la consapevolezza di quanto avviene e così anche come osservatori che non possono fare ricerche microanalitiche il sapere che cosa e dove guardare ci aiuta a vedere di più.
Molto interessante e promettente per il futuro è stata anche l’applicazione dell’analisi microanalitica da parte del gruppo di ricerca sulla “Parent-Infant Psychotherapy” di Anna Freud Centre (che ora lavora al Kantor Centre di Londra), coordinato dalla dott.ssa Tessa Baradon. Il gruppo ha presentato in modo chiaro e coinvolgente alcune sedute di infant psychotherapy utilizzando una presentazione microanalitica che ha ampliato la possibilità di comprensione e approfondimento di quanto accaduto emotivamente agli “attori” della scena terapeutica: il bimbo, la madre ed il terapeuta.
Per quanto riguarda l’applicazione alla terapia degli adulti, l’analisi delle espressioni di Beatrice Beebe ripresa durante una seduta con una paziente mutacica (non ripresa dalle telecamere) ha permesso alla stessa Beebe di inferire i sentimenti della paziente a partire dal proprio rispecchiamento e di comunicarli alla paziente stessa che, sentendosi capita, rispecchiata e riconosciuta, ha potuto trovare una parte di sé fino a quel momento rimasta senza parole.

 


 


 

GRFPP – GRUPPO DI RICERCA E FORMAZIONE IN PSICOTERAPIA PSICOANALITICA – PADOVA
Sede: Hotel Casa del Pellegrino Padova, Via Melchiorre Cesarotti, 21
per informazioni www.grfpp.it
Referente Dott. Paolo Franchin
 
 
sabato_11_maggio_19   9:00 – 13:00
SIMONA ARGENTIERI Medico Psicoanalista, membro ordinario e didatta della Associazione Italiana di Psicoanalisi di Roma e della International Psycho-Analytical Association